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Campanile di San Marco

Fra le calli veneziane, tra il brusio della folla turistica e lo sciabordare quieto delle acque, si staglia un’ancella di pietra e mattoni, non è altro che il Campanile di San Marco. Non è una semplice torre, neanche un comune monumento, ma è un guardiano taciturno che contempla la laguna in tutta la sua meraviglia, racchiudendone storie e segreti. Ha ben 99 metri di altezza, ed è definito simpaticamente dai cittadini “padrone di casa”. Esso incombe su piazza San Marco, senza volere per forza attenzione, ma la rapisce senza esitazione.

Il campanile ha una linearità molto semplice, i suoi mattoni hanno una calda tonalità di colore e anche una cuspide dai toni dorati con un angelo sulla cima che segue il soffio del vento. Un po’ come se assumesse una specie di maestoso ruolo da sempre. Il campanile risale al nono secolo, la sua prima versione è relativa al periodo della Repubblica di Venezia, quando la città era ancora una specie di palafitta sull’acqua della laguna. Poi nei secoli, il campanile ha subìto numerosi restauri e rifacimenti, ma anche le calamità naturali lo hanno colpito con terremoti, incendi e tempeste. L’anno più tragico è stato il 1902, quando in data 14 luglio il campanile all’improvviso crollò inspiegabilmente su se stesso. Per fortuna non ci fu nessuna vittima, soltanto la statua del gallo della loggetta scomparve per sempre. La comunità veneziana pianse l’accaduto come si fa con qualcuno di famiglia. Ma alla fine grazie alla forza di volontà riuscirono a rifarne un altro identico, situandolo nello stesso posto. Una decina di anni dopo, nel 1912, venne inaugurata la nuova versione del campanile. Era uguale, ma aveva un cuore e un’anima più moderni.

Di primo acchito, il campanile affascina per la sua semplicità. Non possiede niente di eccessivo. Ha la forma di un imperioso parallelepipedo con una cella campanaria dove sopra c’è una cuspide piramidale. In prossimità c’è la statua d’oro dell’arcangelo Gabriele che ha la funzione di banderuola, essa riflette i raggi solari dando la sensazione di essere catapultati in un’altra epoca.

La cella ha cinque campane che un tempo avevano ciascuna un compito preciso: la Marangona suonava richiamando il popolo all’inizio e alla fine del lavoro, la Nona scandiva l’ora, la Trottera batteva il segnale per le riunioni della Sala del Maggior Consiglio, la Mezza terza per le sedute del Senato, la Maleficio, la più oscura, introduceva le esecuzioni. Oggi le campane non hanno più un ruolo politico, ma il loro rintocco è il promemoria del passato che con il suo echeggiare ricorda ancora di essere presente.

Attualmente è semplice salire sul campanile di San Marco, si può fare con un ascensore: un’esperienza consigliabile a tutti. Una volta che il visitatore è giunto in cima al campanile, potrà osservare la città aprirsi come un ventaglio ai suoi piedi. Avvertirà come la sensazione di toccare le cupole sfumate d’oro della Basilica di San Marco, quelle situate a nord. Mentre a est la laguna si estende quieta in direzione delle isole di Burano e Murano. A sud si vede la Giudecca e a distanza, nei giorni più chiari, si scorgono addirittura le Dolomiti.

Dalla cima del campanile si sente il respiro della città eterna. Venezia affascina perché ha una personalità piena di fragilità e forza allo stesso tempo. Una creatura vivente che ha un’immensa resilienza. Ha per cuore verticale un campanile, ovvero il punto di partenza, ma anche la meta a cui far ritorno.

Quando si parla del campanile di San Marco non si può parlare solo di attrazione turistica. Trattasi di un rifugio per l’anima dedicato a tutti, ma in special modo ai veneziani. Il monumento viene immortalato in foto per farne indelebile ricordo. Ma è stato in passato anche location romantica per gli innamorati, luogo di incontro per amici, e in più testimonianza di eventi a livello culturale e storico.

Attualmente viviamo in una società in cui tutto muta velocemente, le città cambiano e i paesaggi vengono modificati. Ma il Campanile di San Marco resta come sospeso nel tempo, però senza rimanere ancorato al passato. In verità, è una promessa per l’avvenire. La bellezza di certi gioielli monumentali non deve volatilizzarsi, anzi va protetta e custodita gelosamente. Le campane impersonano il battito della città, mentre il campanile è una sorta di poesia scritta sulla pelle del cielo. E non è solo un monumento, ma un compagno di viaggio, una specie di angelo custode che veglia sulla città più stupenda del mondo.

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Posizione

Esperienze Campanile di San Marco

Informazioni utili per la tua visita

Il Campanile di San Marco è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 21:15 (ultimo ingresso alle 20:45). Gli orari possono variare leggermente durante l’inverno o per eventi religiosi.
Piazza San Marco, 30124 Venezia VE, Italia. Si trova proprio accanto alla Basilica di San Marco.
È facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico oppure con il vaporetto (Linea 1 o 2) fermata “San Marco – Vallaresso”.
La mattina presto o il tardo pomeriggio sono i momenti migliori per evitare le folle e godersi la luce perfetta per le foto.
In media, una visita dura circa 30–45 minuti, ma potresti voler rimanere più a lungo per ammirare la vista.
Il Campanile è dotato di ascensore, rendendolo accessibile anche a persone con mobilità ridotta. Tuttavia, lo spazio in cima è limitato, quindi si consiglia assistenza. Non ci sono scale da salire.
Il Campanile di San Marco è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 21:15 (ultimo ingresso alle 20:45). Gli orari possono variare leggermente durante l’inverno o per eventi religiosi.
Piazza San Marco, 30124 Venezia VE, Italia. Si trova proprio accanto alla Basilica di San Marco.
È facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico oppure con il vaporetto (Linea 1 o 2) fermata “San Marco – Vallaresso”.
La mattina presto o il tardo pomeriggio sono i momenti migliori per evitare le folle e godersi la luce perfetta per le foto.
In media, una visita dura circa 30–45 minuti, ma potresti voler rimanere più a lungo per ammirare la vista.
Il Campanile è dotato di ascensore, rendendolo accessibile anche a persone con mobilità ridotta. Tuttavia, lo spazio in cima è limitato, quindi si consiglia assistenza. Non ci sono scale da salire.

Storia

Il Campanile di San Marco, alto quasi 100 metri, è uno dei simboli più riconoscibili di Venezia. Originariamente costruito nel IX secolo come torre di avvistamento e faro per i marinai, ha subito numerosi rifacimenti nel corso dei secoli. La struttura attuale risale al 1514, ma ciò che vediamo oggi è una fedele ricostruzione del 1912, dopo che il campanile originale crollò tragicamente nel 1902.

Soprannominato “el paròn de casa” dai veneziani, il campanile domina Piazza San Marco con la sua presenza imponente. Durante il Medioevo, serviva non solo per segnalare l’ora con le sue cinque campane, ma anche per scopi civici, religiosi e perfino come prigione temporanea.

Nel corso della storia, il Campanile ha visto il passaggio di personaggi illustri come Galileo Galilei, che nel XVII secolo testò il suo telescopio proprio dalla cima della torre. Il crollo del 1902 fu un evento traumatico per la città, ma grazie a una raccolta fondi internazionale, fu ricostruito “dov’era e com’era” in soli dieci anni.

Oggi, il Campanile è una delle attrazioni più visitate di Venezia. Un moderno ascensore porta i visitatori in cima per godere di una vista a 360° sulla città, sulla laguna e persino sulle Dolomiti nelle giornate più limpide. È un luogo dove storia, panorama e leggenda si intrecciano perfettamente.

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